Il progetto realizzato da Cia Agricoltori delle Alpi è stato finanziato dalla Camera di commercio di Torino
È stata presentata oggi, mercoledì 25 febbraio, nella sede della Camera di commercio di Torino a Palazzo Birago, la nuova piattaforma digitale “Clima e Vite” (climavite.to.camcom.it), uno strumento gratuito e a libero accesso pensato per supportare viticoltori, consulenti e tecnici agronomi nella gestione dei principali rischi climatici che interessano il vigneto.
La piattaforma, unica nel suo genere, mette a disposizione una libreria di informazioni tecniche e scientifiche validate, aggiornate e organizzate per facilitare decisioni tempestive e consapevoli rispetto agli eventi estremi e alle criticità emergenti.
Il progetto nasce in un contesto in cui il comparto vitivinicolo torinese si confronta sempre più con gli effetti del cambiamento climatico: nel 2023, annata calda e siccitosa, si è registrato un calo della produzione di circa il 12%, mentre nel 2024, segnato da piogge continue, il calo è stato di circa il 5%.
Secondo i dati di Arpa, negli ultimi 60 anni in Piemonte si registra un incremento importante della temperatura, di circa 2.1°C nelle massime e di 1.5°C nelle minime: un aumento decisamente superiore a quanto si misura a livello globale. In montagna, che costituisce il 48% del territorio regionale, l’aumento è ancora superiore e arriva fino a +2.8°C nelle massime e a +1.8°C nelle minime.
La piattaforma è il risultato di un lavoro condiviso tra professionisti esperti del settore, con la supervisione scientifica del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino e della Fondazione Dalmasso, e con il coordinamento del Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino.
«Il comparto vitivinicolo torinese si sta confrontando, ormai da anni, con un costante calo della produzione che dipende dal cambiamento climatico. Per questo – sottolinea Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino – abbiamo sostenuto l’iniziativa Clima e vite che, con il coordinamento del nostro Laboratorio Chimico e la collaborazione delle associazioni di categoria e di Vignaioli piemontesi, ha permesso di realizzare una piattaforma online ad accesso gratuito, che analizza e fornisce alle nostre imprese indicazioni per difendersi dagli effetti del clima alterato sui vigneti. Uno strumento che, con la costante supervisione scientifica dell’Università di Torino, incrocia ben 14 rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite, fornendo oltre cento misure di adattamento sul breve e sul lungo periodo. Un compendio, frutto del lavoro condiviso di agronomi e consulenti del settore vitivinicolo, che è un pregevole esempio di capacità di cooperare e di fornire risposte».
Spiega Bruno Mecca Cici, presidente del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino: «Come Laboratorio Chimico abbiamo messo a disposizione competenze e capacità di coordinamento per costruire un progetto realmente utile al territorio. Il nostro ruolo è stato quello di fare sistema, guidando il lavoro dei partner e contribuendo alla nascita della piattaforma Clima e vite, che trasforma dati e conoscenze in uno strumento di gestione semplice e operativo per le imprese vitivinicole. Il Laboratorio Chimico, braccio operativo del sistema camerale, anche in questo progetto si mette al servizio delle imprese offrendo supporto analitico consulenziale e formativo per consentire alle aziende non solo un controllo analitico dei propri prodotti, ma anche, e soprattutto, una corretta interpretazione e utilizzazione dei dati».
La piattaforma incrocia, per tre macro periodi stagionali della vite, ben 14 rischi climatici individuati, con 164 effetti sull’ambiente e sulla vite, fornendo 107 misure di adattamento sul breve e lungo periodo. L’affidabilità scientifica è garantita da 49 indicatori di monitoraggio e 67 fattori di variabilità del danno, con 84 riferimenti a fonti bibliografiche in continuo aggiornamento, 159 parole chiave e 74 voci di glossario.
«Uno strumento concreto di innovazione che nasce dal territorio e trova nelle istituzioni interlocutori capaci di ascolto e sostegno – sottolinea Stefano Rossotto, presidente provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi, presente insieme al direttore Luigi Andreis, in rappresentanza dell’Organizzazione promotrice del progetto -, per cui va ringraziata la Camera di commercio, che ha creduto nella proposta e ne ha reso possibile la realizzazione».
Nel merito dei dati emersi dal lavoro di ricerca condotto dai tecnici di Cia Agricoltori delle Alpi, Rossotto richiama la comparazione tra le variazioni climatiche degli ultimi vent’anni e le anomalie riscontrate nella coltivazione della vite, con effetti generali di anticipazione e intensificazione della maturazione delle uve.
«Le stime future – ricorda Rossotto – indicano un possibile innalzamento medio annuo tra 1,5 e 2,5 gradi, con anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni, fino a ipotizzare in alcune aree vendemmie addirittura a fine luglio. Tutte le zone del Torinese analizzate mostrano un aumento delle temperature, ma le anomalie più marcate si sono registrate nel Canavese, con incrementi tra +1°C e +2°C sulle medie annue nell’ultimo ventennio». Particolarmente preoccupante, secondo Rossotto, è l’aumento delle temperature medie di settembre, ottobre e novembre, che in alcuni comuni raggiunge i +3°C, con effetti diretti sulla fenologia della vite e sulla fase di maturazione pre-vendemmia.
«L’applicazione dei modelli matematici ai dati climatici – osserva ancora Rossotto – ha evidenziato come le aree più anomale abbiano subito anche modificazioni delle problematiche fitosanitarie, con una maggiore incidenza della peronospora e soprattutto dell’oidio».
Nel corso della presentazione, Elena Massarenti, responsabile provinciale dell’Area Progetti di Cia Agricoltori delle Alpi, ha illustrato le principali funzionalità della piattaforma e le modalità di consultazione, evidenziandone la struttura intuitiva: l’accesso avviene dal sito entrando nella sezione “Piattaforma” e poi “Consulta”, dove l’utente trova una tabella organizzata per periodi stagionali (identificati da tre colori).
«Selezionando la stagione – ha spiegato Massarenti – emergono i rischi climatici correlati e, scegliendo il rischio specifico, la consultazione si concentra su effetti sul vigneto e strategie di adattamento, distinguendo tra misure di breve periodo (attuabili nell’annata produttiva) e interventi di lungo periodo (da pianificare strategicamente)».
L’interfaccia grafica è stata progettata e sviluppata da uno spin-off dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di garantire immediatezza, semplicità di navigazione e piena accessibilità.
«La piattaforma – ha avvertito Massarenti – non sostituisce il consulente e non fornisce soluzioni tecniche “di ultimo miglio”, ma affianca tecnici e viticoltori offrendo contenuti strutturati e validati, frutto di un lavoro condiviso tra professionisti e scientificamente avvalorato dall’Università di Torino. Le strategie proposte puntano a un adattamento di ampio respiro, anche grazie alla compartecipazione dell’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) del Piemonte, mantenendosi volutamente svincolate dai disciplinari Doc e Docg per non limitare future azioni efficaci rispetto alle mutate condizioni climatiche».
Gian Luigi Orsolani, viticoltore del Canavese, ha sottolineato come il cambiamento climatico in viticoltura sia un processo da conoscere e in qualche modo governare: «Sempre più spesso – ha affermato Orsolani – i nostri agricoltori lamentano i danni legati ai fenomeni climatici, ma evidenziano anche gli aspetti positivi legati alla migliore maturazione delle uve. Dobbiamo quindi ridurre gli effetti più dannosi attraverso misure agronomiche quali l’irrigazione stabile moderna, la scelta di nuove esposizioni dei vigneti rispetto al passato, protezioni antigrandine più efficienti ma anche combattere efficacemente tutti quegli insetti alieni che, causa il cambiamento climatico, trovano nei nostri vigneti nuovi habitat riproduttivi, uno su tutti la Popillia japonica. Stiamo sicuramente operando nella giusta direzione, ma bisogna ulteriormente potenziare le azioni dove e per quanto possibile».


