Cia Piemonte Valle d’Aosta e Cia delle Alpi agli Stati generali dell’agricoltura alpina ad Aosta
«Dalla nuova Politica agricola comune ci aspettiamo una svolta che riconosca finalmente il valore ambientale, sociale ed economico dell’agricoltura di montagna».
Così il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte e della Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, commenta la partecipazione della delegazione Cia agli Stati generali dell’agricoltura alpina, svoltisi il 10 ottobre ad Aosta.
Alla giornata di confronto, promossa dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e dall’Università della Valle d’Aosta, hanno preso parte anche Luigi Andreis, direttore provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi, e Gianni Champion, delegato per la Valle d’Aosta.
L’iniziativa, dedicata ai temi del dialogo con l’Europa e alle prospettive della nuova programmazione Pac 2028-2034, ha messo al centro il ruolo delle imprese agricole nella gestione sostenibile dei territori alpini.
«Le sfide che riguardano la Valle d’Aosta sono comuni a tutto l’arco montano – aggiunge Carenini –: sostenere l’allevamento di qualità, garantire la tenuta del territorio, favorire il ricambio generazionale e mantenere viva la presenza agricola nelle aree più marginali. In questo senso, la nuova Pac dovrà diventare uno strumento di equità e di valorizzazione del lavoro straordinario che le aziende agricole svolgono ogni giorno sul piano ambientale e sociale, come ottimamente dimostrato dalla realtà delle imprese rurali valdostane».
Nello specifico, il confronto si è articolato su quattro tavoli tematici dedicati a impresa familiare rurale e montana, produzione di qualità, agricoltura e turismo e innovazione e ricambio generazionale, temi centrali anche per l’azione di Cia sul territorio alpino.
Andreis e Champion ribadiscono il ruolo di Cia Agricoltori delle Alpi come punto di riferimento per il mondo agricolo valdostano e presidio diretto di Cia Agricoltori Italiani nella regione: «Il nostro impegno – sottolineano – è quello di garantire una presenza costante sul territorio, sostenendo le imprese agricole nella quotidianità e contribuendo a costruire, insieme alle istituzioni locali, una visione di futuro per la montagna. L’agricoltura valdostana rappresenta un patrimonio di qualità, tradizione e sostenibilità che merita di essere accompagnato e rafforzato».