Non bastano le intemperie, a complicare la vita degli agricoltori anche i ritardi della burocrazia
«Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni per i danni provocati dalle violente grandinate che nelle scorse settimane hanno interessato la provincia di Torino, soprattutto nella zona collinare e di pianura del Pinerolese. I problemi più evidenti si sono registrati nei vigneti e nelle coltivazioni di piccoli frutti e orticole. In molti casi, il raccolto è stato fortemente compromesso, se non distrutto completamente. Siamo a disposizione degli agricoltori per valutare le singole situazioni e fornire l’assistenza necessaria, sia tecnica che burocratica».
Cosi il direttore provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi, Luigi Andreis, riferisce sulle grandinate abbattutesi sulle campagne del Torinese.
«Il maltempo è un rischio che chi lavora sotto il cielo sa di dover mettere in conto – osserva Andreis -, anche se negli ultimi anni i fenomeni metereologici violenti si stanno manifestando con maggiore frequenza e intensità. Le coperture assicurative spesso non sono sufficienti a compensare i danni, oppure risultano non convenienti, perché troppo onerose, per cui molti rinunciano a stipulare le polizze. Per chi, invece, deve ottemperare alla burocrazia delle denunce, quest’anno si è aggiunto il problema del fascicolo aziendale, che non poteva essere idoneo a chiudere le pratiche, finchè non si fossero sciolti tutti i nodi relativi alla ritardata approvazione della nuova Carta dei suoli. Oltre alla grandine, sui campi ha finito per impattare anche la burocrazia».




