Entra nel vivo dell’operatività il progetto sull’influenza dei cambiamenti climatici negli areali viticoli della provincia di Torino promosso dall’Enoteca regionale della provincia di Torino, con il finanziamento della Camera di commercio di Torino e realizzato da Cia Agricoltori delle Alpi, in collaborazione con Aiab (Associazione regionale per l’Agricoltura biologica) e Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale).

Approvato lo studio di fattibilità, i cui esiti sono stati presentati l’anno scorso a Vinitaly, il lavoro, su base triennale, sta affrontando la fase della raccolta e della elaborazione dei dati climatici e agronomici degli ultimi vent’anni nelle zone viticole della provincia di Torino, per passare poi all’individuazione delle possibili strategie e soluzioni da adottare per mitigare gli effetti dei cambiamenti in atto, con l’obiettivo finale di fornire ai viticoltori degli orientamenti produttivi e dei possibili strumenti utili per affrontare il futuro in vigna.

«I territori viticoli della provincia di Torino – osserva il presidente di Cia Agricoltori delle Alpi, Stefano Rossotto -, sono direttamente interessati dai mutamenti climatici, come pare ormai evidente sia a sentore dei viticoltori, sia sulle base delle osservazioni fatte dai tecnici. C’è la necessità di avere delle basi scientifiche certe per mettere mano ai disciplinari di produzione che sicuramente dovranno prendere in considerazione i cambiamenti avvenuti e che si verificheranno nei prossimi anni per rivedere le zone, ma anche i vitigni e le tecniche di produzione».

Dal ricercatore e agronomo Massimo Pinna, al quale Cia delle Alpi ha affidato la conduzione tecnica del progetto, vengono le prime anticipazioni sui dati emergenti dall’analisi in campo: «Le variazioni climatiche avutesi negli ultimi vent’anni – osserva Pinna – hanno interessato tutto il territorio provinciale, ma in particolar modo le zone con altitudini maggiori; in altre parole, più si sale in quota più si hanno aumenti significativi delle temperature medie annuali. In linea generale, nelle quattro zone viticole Doc del Torinese, le variazioni avutesi oscillano da 1,5 a 2,5 gradi centigradi come aumento della media annuale (in particolare nella zona del Carema), ma in alcune zone non vitate, queste hanno avuto un aumento di 5 gradi».

Continua Pinna: «Anche gli stadi fenologici caratterizzanti il ciclo vegetativo della vite sono variati come epoca di riferimento rispetto ai due decenni precedenti, con un generale anticipo in particolar modo del germogliamento, basti pensare che nel 2020 a Settimo Vittone il vitigno nebbiolo è germogliato il 26 febbraio».