Da diversi anni si lavora su vari fronti per promuovere l’uguaglianza di genere in ogni aspetto della vita sociale, familiare, lavorativa e politica. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti ci sono ancora molte sfide da affrontare e traguardi da raggiungere.
La parità di genere è sancita dall’articolo 3 della costituzione italiana che stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
La parità di genere non è solamente una questione di giustizia sociale, ma ha anche un impatto diretto sull’economia e sul benessere della comunità. Numerose ricerche dimostrano, infatti, che le società che promuovono la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e nella leadership aziendale tendono ad avere una maggiore produttività.
Guardando al nostro paese, se consultiamo l’indice generale “Gender Equality Index” – strumento di valutazione sviluppato dall’Istituto Europeo per la Parità di Genere (EIGE) al fine di misurare e monitorare i progressi verso la parità di genere nei paesi dell’Unione Europea – l’Italia si colloca al 13° posto in classifica, con un punteggio complessivo di 68,2 punti su 100, 2 punti sotto la media (dati riferiti al 2023)
È in questo contesto che si inserisce il sistema di certificazione per la parità di genere (UNI/PDR 125:2022), un intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) inserito nella missione 5 “Inclusione e coesione”.
La certificazione è stata sviluppata per supportare le imprese nel loro impegno verso l’uguaglianza di genere e mira a promuovere politiche e pratiche che favoriscano pari opportunità e inclusione.
A livello aziendale, dimostrare l’impegno verso la parità di genere e l’inclusione aiuta a migliorare la reputazione e l’attrattività come datore di lavoro e a migliorare le performance aziendali, grazie alla diversità di prospettive e all’innovazione che ne deriva.
A livello generale, la diffusione di questo tipo di certificazione contribuisce a combattere gli stereotipi di genere, a ridurre le disuguaglianze economiche e sociali e a promuovere una cultura di rispetto e uguaglianza.
Ne parla il Direttore Luigi Andreis nell’ambito di un’intervista condotta dall’ufficio della Consigliera di parità della Regione Valle d’Aosta, iniziativa realizzata in occasione della premiazione delle aziende che hanno intrapreso il percorso della certificazione UNI PDR 125:000